Classificazione delle difficoltà alpinistiche


L'indicazione delle difficoltà di un itinerario viene data per facilitare la scelta di un’ascensione. Serve in primo luogo per evitare ad escursionisti ed alpinisti di dover affrontare inaspettatamente passaggi superiori alle loro capacità o ai loro desideri.
Nonostante una ricerca di precisione, la valutazione delle difficoltà, soprattutto in alta montagna dove le condizioni ambientali sono molto variabili, rimane  essenzialmente indicativa e va considerata come tale.

Si utilizzano le quattro sigle della scala CAI per differenziare l’impegno richiesto dagli itinerari di tipo escursionistico. Questa precisazione non è utile soltanto per distinguere il diverso impegno richiesto da un itinerario, ma anche per definire chiaramente il limite tra le difficoltà escursionistiche e quelle alpinistiche.



DIFFICOLTA' ALPINISTICHE

Tutte le valutazioni vengono fatte considerando la montagna in buone condizioni e con tempo favorevole. Si indirizzano ad alpinisti preparati fisicamente e psicologicamente per il livello di difficoltà prescelto. Le difficoltà sono espresse secondo una valutazione generale d’insieme, sia del livello tecnico che dell’impegno globale, anche psichico, richiesto da una ascensione. Tiene conto dei due gruppi di indicazioni per le difficoltà, ovvero per la roccia e il ghiaccio, non rappresentando però né la somma, né la media delle difficoltà tecniche dei singoli passaggi. Influiscono invece l’asprezza della montagna, l’isolamento, la variabilità delle condizioni del terreno, la qualità della roccia, la difficoltà di una ritirata e della posa di punti di assicurazione. Precisazioni tecniche più specifiche per le varie salite in programma potranno essere richieste ai responsabili di gita.

La valutazione d’insieme viene espressa mediante le sigle seguenti:



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