Mercoledì 6 giugno 2012

Colma di Mombarone 2371 m.

Canavese - (TO)


Ritrovo partecipanti
Ore:
Direttore gita

Gruppo Senior

Dati della gita
Partenza:Buri frazione di Trovinasse 1503 m.
Durata:4h30'
Dislivello:970 m.
Difficolta':E
Attrezzatura:escursionistica
Informazioni

Caratteristiche della gita

Escursionistica

Introduzione

Ben visibile dalla pianura eporediese quando si percorre l’autostrada per la Valle d’Aosta, la Colma di Mombarone è sicuramente cima assai nota tra gli escursionisti del Canavese.La salita alla vetta è escursione molto frequentata, soprattutto perché molto panoramica:una carrozzabile consente di salire agevolmente fino a circa 1500 m. poco a monte di Trovinasse, da dove un evidente sentiero sale fino al punto culminante.Sulla vetta è presente una grande statua del Redentore, costruita nel 1900, abbattuta da un fulmine nel 1948 e ricostruita nel 1991; poco sotto la cima è presente anche un piccolo rifugio.Dal punto culminante si gode di un ampio panorama che, nelle giornate limpide, spazia dall’Appennino Ligure alle Alpi Lombarde attraverso tutto l’arco alpino piemontese; ampia è la vista sul Grand Combin e sul gruppo del Cervino-Monte Rosa.

Percorso stradale

Si imbocca ad Arluno l’autostrada A4 per Torino.Giunti a Santhià si prosegue sulla A5 per Aosta.Si esce a Quincinetto dove di volta a destra in direzione di Settimo Vittone.Si seguono poi i cartelli per Trovinasse che si incontrano appena dopo aver passato il paese di Settimo Vittone.Si prosegue sempre sulla strada principale fino a Trovinasse, si supera il paese e giunti in prossimità di una sbarra (loc. Buri) c’è uno spiazzo dove si parcheggia.

Escursione

Dalla sbarra presso il parcheggio, un cartello indica il sentiero 858. (tacche rosso-bianche)Si prende questo sentiero, sempre ben evidente, che attraversa alcuni ruscelli e si immette poi su una strada sterrata, la si percorre verso sx per alcune decine di metri e, in corrispondenza di una baita, si riprende il sentiero.Con una breve salita si giunge all’umida conca di Pianmorto m. 1870 e, successivamente si scende leggermente ad un altro ripiano prativo, quello dell’alpe Brengovecchio m. 1836.Occorre adesso piegare un pò verso dx (segni rossi) e salire verso la conca del lago di Mombarone e le casere dell’alpe omonima.Si procede lasciando a sx il prato seguendo il sentiero in moderata ascesa in una zona di pietrame con parecchi rododendri.Si è nel frattempo entrati nel valloncello che scende dalla bocchetta del Mombarone, tenendosi sul versante dx si giunge ai più elevati ricoveri del valloncello (sono addossati alle pareti).Il sentiero (in questo tratto si sovrappongono tacche rosse a tacche gialle della gara Ivrea-Mombarone) sale a sx, ripido per un breve tratto, poi con pendenza moderata, taglia il versante Dora, imposta un tornante, poi sale al rifugio m. 2313.In una decina di minuti si giunge in vetta con comodo sentiero che passa accanto ad una fonte e a una costruzione in lamiera, oppure a sx del rifugio inizia un sentiero più ripido ed esposto (tacche rosse) che si congiunge col primo in prossimità della vetta.Se si vuole compiere un giro ad anello, dalla vetta si prosegue in direzione nord verso la Punta dei Tre Vescovi e poi si percorre la lunga cresta fino al colle della Lace senza troppe difficoltà (un breve tratto attrezzato con catene).Con un largo giro a mezzacosta si tocca il colle del Giassit dal quale ora si scende decisamente nel vallone di Chiussuma, toccando i casolari di Druer di Sopra e di Mezzo, quindi Sapello ed Alpette.Da qui si passa sul versante orografico sinistro e si percorre il fianco della montagna per un buon tratto a mezzacosta, prima di scendere a Pianmaglio e risalire in breve a sx sulla strada sterrata e quindi al parcheggio.

Cartografia

CTR foglio 114030