Sabato 16 settembre 2012

Ferrata Nito Staich - monte Tovo 2230 m.

e Rifugio Rosazza 1850 m. - Oropa (BI)


Ritrovo partecipanti
Ore:
Direttore gita


Dati della gita
Partenza:Oropa 1250 m.
Durata:2h ferrata + sentiero 4h
Dislivello:200 m. ferrata + 830 m. sentiero
Difficolta':EEA/EE
Attrezzatura:Ferrata
Informazioni Meteo

Caratteristiche della gita

Ferrata impegnativa e sentiero

Introduzione

L'escursione, pur voluta per effettuare la ferrata, è aperta anche a chi di ferrate non ne vuole sapere. La salita al rifugio Rosazza non presenta difficoltà, e si svolge in un ambiente piacevole con una stupenda vista sul santuario di Oropa. Chi invece affronterà la salita su ferrata, troverà un percorso molto vario e divertente, tecnicamente non molto impegnativo, e con alcuni punti (vedi il ponte tibetano) che regalano brividi in tutta sicurezza.

Percorso stradale

Da Parabiago si imbocca l’autostrada A4 Milano-torino in direzione Torino, uscita Carisio. Successivamente seguire le indicazioni per Biella e quindi per Oropa. Raggiunto il Santuario, lo si supera e si parcheggia nei pressi della funivia. Circa 1h30’ di viaggio

Escursione

AVVICINAMENTO L’avvicinamento incomincia sulla cosiddetta "strada della Pissa",al cui inizio sono posti evidenti cartelli che indicano la direzione da seguire per giungere al rifugio Rosazza: seguite tale direzione. La carrareccia prosegue salendo gradualmente la valle fino a giungere ad una pietraia che impone alla strada una netta deviazione per aggirarla:a questo punto,nei pressi di una piccola cappella e di un traliccio elettrico,si nota su un masso il cartello indicante la direzione da prendere per l’attacco della ferrata: seguire i segni rossi salendo alla belle meglio lungo la pietraia.
LA FERRATA A questo punto risulta evidente lo sperone roccioso che sarà oggetto della nostra salita;è possibile anche individuare sia il traliccio metallico in uso,sia i vecchi tralicci in cemento dismessi. Durante la breve salita alcune targhette poste sui massi della pietraia indicheranno la strada migliore da seguire. Ai piedi dello sperone si nota l’attacco della ferrata,un cartello ricorda l’uomo a cui è intitolata la via e le regole basilari di comportamento. Si inizia con un breve tratto verticale,un traverso tra alcuni arbusti (notate alla vostra destra il colpo d’occhio sul Santuario di Oropa), alcune placche ed altro traverso. Un ulteriore tratto verticale porta ai piedi del traliccio dimesso; il cavo ed i pioli proseguono sul cemento:un corto "ponte tibetano" ci trasporta sulla parete opposta al traliccio;su tale parete si traversa a destra per giungere ad un ripiano erboso. Si prosegue non assicurati per una decina di metri fino a giungere ai piedi di un imponente diedro granitico;la parete viene affrontata direttamente sulla sinistra per uscire su una cengia. Da qui si superano una serie di paretine e piccoli traversi fino ad arrivare su un pendio posto proprio sotto i cavi della funivia (diciamo che arrampicate sotto gli occhi dei turisti che salgono al lago del Mucrone). Un salto di roccia verticale ed una placca liscia ma appoggiata vi conducono ai piedi di una piccola torre rocciosa:l’ampio camino che la separa dalla parete parallela viene superato con un secondo "ponte tibetano".Risalendo la parete si fuoriesce su un traverso esposto che porta alla parte finale,e più impegnativa,della ferrata. Si salgono una serie di placche fino a giungere sotto un evidente tetto che si supera aggirandolo sulla sinistra;in questo punto l’esposizione è evidente ed è necessario essere concentrati e veloci,in particolare se è la prima volta che ci si trova in ambienti così "aerei". Ancora pochi metri di salita e si esce sul pianoro che segna il termine della nostra piccola "avventura"; a sinistra, proprio accanto al traliccio dove passa la funivia, si notano i segni rossi che indicano la via di rientro. La mia proposta, per rendere l’escursione più completa e logica, è di proseguire lungo l’evidente e vasta cresta prativa che sale verso la sommità del monte Tovo. Prima per tracce di sentiero, poi seguendo i segnavia bianchi e rossi n.14,si giunge alla sommità del monte sormontato da una croce metallica e dalle caratteristiche "piramidi" del Tovo. Da qui una magnifica vista sulla pianura padana, su tutti i monti biellesi,sul gruppo del Monte Rosa.
DISCESA Seguendo sempre i segnavia bianchi-rossi in direzione della sottostante bocchetta Finestra e quindi per il sentiero n.32 che riporta alla "strada della Pissa" che abbiamo percorso all’andata.

Fonti

www.vieferrate.it