Dal 1 al 5 luglio 2013

Trekking in

alta Val Badia


Ritrovo partecipanti
Ore 5.45
Sede CAI
(Via De Amicis)
Con auto proprie
Direttore gita

Livio Tanzi
Luigi Loriggiola
Gianni Ferrario
Dati della gita
Partenza:San Vigilio di Marebbe
Durata:5 giorni
Difficoltà:E-EE
Attrezzatura:Da escursionismo
Dislivello:vario
Informazioni Strada          Meteo

Caratteristiche della gita

Trekking di 5 giorni in alta val Badia

Introduzione

La Val Badia, una delle quattro maggiori valli ladine, appartiene alle zone di maggior spessore ed accessibilità turistica delle Dolomiti (patrimonio dell’Unesco).
Attraversata dal Rio Gadera, che nasce dal Passo Valparola, è stretta tra i vasti altipiani di Fanes-Sennes (est) ed il possente blocco dei gruppi Sella-Puez e Sass de Pùtia (ovest).
Una tavolozza di bellissime cime, incantevoli paesi alpini e fantastici panorami, garantiscono piacevoli escursioni da trascorrere in sana compagnia ed amicizia.

Percorso stradale

Da Parabiago si prende per l’autostrada MI-VE e in seguito per l’autostrada del Brennero.
Si esce al casello di Bressanone e da lì si seguono le indicazioni per Brunico e Val Pusteria. Prima di Brunico, in località San Lorenzo di Sebato, si svolta a destra e si segue la statale Val Badia. Al bivio di Longega svolta a sinistra per San Vigilio di Marebbe, attraversare l’abitato e seguire le indicazioni per rifugio Pederu (12 km da San Vigilio). dove si posteggia l’auto ed inizierà il trekking.

Escursione

Prima tappa: Lunedì 01-07, dal rif. Pederù (mt. 1545) al rif. Lavarella-Lé Vert (mt. 2042) e al Lago di Limo (mt. 2154).
Per Rif: Lavarella: Disl. 500 mt. - diff. E - tempo di perc. 2 ore
Per il Lago di Limo: Disl. 610 - diff. E - tempo di perc. 3 ore

Dal Rif. Pederù ci si incammina per un sentiero ben segnalato arrivando al rifugio Lavarella posto in posizione molto panoramica nelle vicinanze del Lè Vert/Lago Verde. Sosta per il pranzo. Possibilità di proseguire al Lago di Limo passando dal "parlamento delle marmotte". Discesa e raggruppamento dei partecipanti al Rif. Pederù e proseguimento per Rina con arrivo alla locanda Al Cargà dove saranno assegnate le camere. Cena e pernottamento.

 

Seconda tappa: Martedì 02-07, dal Passo delle Erbe (mt. 2004) al Sass de Pùtia (mt. 2875) e Piccolo Sass de Pùtia (mt. 2810)
Per il Sass de Pùtia: Disl. 870 mt. - diff. EEA - tempo di perc. 3.30 ore
Per il Piccolo Sass de Pùtia: disl. 800 - diff. E -tempo di perc. 3.00 ore

Dopo colazione si raggiunge in auto il Passo delle Erbe, punto di partenza per la seconda escursione nel Parco Naturale Pùez-Odle: la posizione e la notevole altezza fanno si che il Sass de Pùàtia sia considerto un Belvedere di prim’ordine!. A pochi passi dal valico, si imbocca il sentiero che sale alla Forcella di Pùtia (mt 2357);qui ci si divide in due gruppi, i più esperti saliranno in cima al Sass de Pùtia mentre il secondo gruppo raggiungerà la più semplice ma altrettanto bella cima del Piccolo Sass de Pùtia. Scesi dalle due cime si avranno due possibilità: o proseguire per raggiungere il rifugio Genova (mt.2297) e tornare poi per lo stesso percorso dell’andata al Passo delle Erbe, o fare il giro ad anello del Pùtia per tornare, attraverso il Passo Goma, al Passo delle Erbe. Si ritorna quindi alla Locanda Al Cargà per la cena e pernottamento.

 

Terza tappa: Mercoledì 03-07, da San Leonardo (mt 1365) all’ospizio-rifugio Santa Croce (mt 2045) o a Punta Cavallo (mt 2907)
Per Rif. Santa Croce: Disl. 680 mt. - diff. E - tempo di perc. 2.30 ore
Per Punta Cavallo: Disl. 860 mt. - diff. EEA - tempo di perc. 3.30 ore (salita in seggiovia fino al rif. Santa Croce)

Escursione di interesse storico-artistico, panoramico e ambientale-geomorfologico nel Parco Naturale Fànes-Sènnes-Bràies. Dopo aver raggiunto la località di San Leonardo si sale lungo un sentiero che attraversa un bel bosco di larici, dal quale si esce presso la stazione a monte della seggiovia che parte da Pedraces. Dalla stazione della seggiovia ha inizio la via Crucis, un largo ed agevole sentiero che conduce all’ospizio-rifugio Santa Croce ",veramente un gioiello di questa zona", con un percorso dove si avverte che si è in un luogo di culto mentre ai margini del sentiero vi sono stazioni con icone lignee in rilievo e dipinti di artisti locali. Arrivati al rifugio si aprirà un panorama molto suggestivo sulla Marmolada, il Gruppo Sella ed il Pùez. Possibilità di sostare per il pranzo con prodotti tipici. Per la Punta Cavallo invece si sale in seggiovia al rifugio e si prende il sentiero che sale verso le pareti verticali del Sasso della Croce, che si superano con l’aiuto di corde fisse ed una semplice via ferrata con sviluppo di circa 200 mt di dislivello. Il sentiero si spinge fino alla forcella della Croce (mt.2610), da dove sarà visibile la nostra meta; proseguendo su un percorso che si sviluppa su bancate sub-orizzontali di calcare sovrastante la dolomia, si arriva alla vetta di Punta Cavallo. Il panorama è tra i più belli in assoluto! La discesa si effettua in direzione del lago Le Paron e poi deviando alla forcella di Medesc (mt.2530); da quì poi si scende verso La Villa ed infine San Leonardo. Per il gruppo che ha sostato al rifugio Santa Croce, diverse sono le possibilità di discesa attraverso boschi, piccoli laghi e pittoresche baite. A San Leonardo i due gruppi si riuniscono per il rientro alla Locanda Al Cargà per la cena. Il dopocena sarà allietato dalla gradita, piacevole esibizione canora del coro di Rina e dal gemellaggio con residenti e villeggianti. Pernottamento.

 

Quarta tappa: Giovedì 04-07, al rifugio Boè (mt 2853) - Gruppo del Sella -
Per la ferrata "Tridentina" disl. 900 mt. - diff. EEA - tempo di perc. 4.30 0re
Per il rif. Vallon (mt 2530) e Cima Piz Boè (mt 3150) disl: 650 mt. -diff. EE- t.po perc. 3 ore

Ci trasferiamo nel Gruppo Sella per salire sulla "Tridentina" classica ferrata tra la più frequentate delle Dolomiti. Poco prima del Passo Gardena (mt 1956 - parcheggio ex cava), partiamo su per un percorso attrezzato nel 1967 dagli alpini della brigata Tridentina e che nella parte finale risale, con uno carino e appagante salto, l’ardita Torre Exner per terminare sulla ormai famosa e fotografica passerella finale. Qui più che altrove, spiegano i geologi, si può leggere la storia delle Dolomiti poiché la sequenza degli strati rocciosi è rimasta indenne agli sconquassi dell’ultima fase dell’orogenesi alpina. Sarà piacevole mettere le mani su questa roccia, risultato della metamorfosi di antiche barriere coralline e noi lo faremo fino al rifugio Cavazza al Pisciadù (mt 2583). Dopo una breve pausa, partenza verso il Rifugio Boè. Il secondo gruppo arriva al rifugio Boè con un itinerario alternativo che prevede l’arrivo in auto a Corvara da dove si prende la funivia che porta al Crep de Mont (mt 2198) e poi, in seggiovia, al rif. Vallon. Da quì parte il sentiero per la cima, frequentatissima, del Piz Boè e poi, in discesa, si raggiunge il rifugio Boè punto di incontro tra i due gruppi. Dal rifugio la discesa avverrà per la Val de Mesdì per raggiungere le proprie auto. Rientro alla locanda Al Cargà dove si terrà una cena ladina con piatti tipici accompagnata dalla proiezione di fotografie. Pernottamento.

 

Quinta tappa: Venerdì 05-07, da Colfosco (mt 1645) al Sassongher (mt 2665) disl. 1020 mt. - diff. EE - tempo di perc. 3.30 ore
da Colfosco (mt 1645) al Rif. Puez (mt 2475) Disl. 830 mt. - diff. E - tempo di perc. 3.00 ore

Siamo arrivati all’ultima giornata del nostro trekking col desiderio di salire al trono divino dell’Alta Badia: il Sassongher. Ripido e inavvicinabile si erge sul bacino di Corvara, un’imponente obelisco roccioso simbolo di un’originale architettura dolomitica e per questo ammirato, corteggiato e fotografato. Dalla sua sommità, come su di un tappeto verde volante, si possono vedere le case, le auto, le strade che a tale altezza appaiono piccoli come giocattoli. Al mattino si lascia la Locanda Al Cargà e ci si sposta a Colfosco, luogo di partenza e dalla chiesa si risale per raggiungere la frazione di Longarù. Si continua fino al Col Pradat (mt 2030) passando per la valle dell’Edelweiss e risalendo per pendici detritiche e rocciose si arriva alla Forcella Sassongher (mt 2435). Si superano poi alcuni gradini rocciosi con presenza di corda metallica, si prosegue con tornanti arrivando all’altipiano della vetta e oltre fino al punto più alto del Sassongher (croce in vetta). Discesa dalla stessa via, con possibilità di raggiungere il rifugio Puez nascosto in una verde conca carsica e in un vasto paesaggio di campi solcati dell’altipiano della Gardenaccia, luogo di bellezza classica e intensa. Dal rifugio percorrendo un giro ad anello si ritorna a Colfosco. In alternativa si può raggiungere il rif. Puez evitando la salita al Sassongher ma avendo quindi a disposizione un maggior tempo per gustare il camminare sull’altipiano della Gardenaccia e la vista del suo monumento naturale: il Col de la Sonè (mt. 2630), unico nel suo genere. Ci si ritrova poi a Colfosco dove, in qualche locanda, si festeggerà in allegria il termine del nostro trekking.

 

Si ricorda che il suddetto programma potrà subire modifiche e/o anche importanti cambiamenti a causa, per esempio, delle condizioni meteo del momento e comunque a insindacabile giudizio e decisione dei coordinatori.