Mercoledì 18 dicembre

Montorfano e lago di Mergozzo

val d'Ossola (VB)


Ritrovo partecipanti
Ore:0,3125
piazza del mercato, Parabiago
auto proprie
Direttore gita

Gruppo Senior

Dati della gita
Partenza:Mergozzo 204 m.
Durata:4h giro ad anello
Dislivello:600 m
Difficolta':E
Attrezzatura:escursionistica
Informazioni Strada          Meteo

Caratteristiche della gita

Escursionistica

Introduzione

A pochi chilometri dal conosciutissimo Lago Maggiore, verso la Val Ossola, c’è un piccolo lago che prende il nome dall’unico paese affacciato su di esso: Mergozzo. Questo specchio d’acqua di minime dimensioni si è staccato, abbastanza recentemente, dal Maggiore a causa dell’apporto di sedimenti da parte del fiume Toce, che sfocia a poca distanza dalla meta della nostra gita (da notizie storiche sembrerebbe che la zona paludosa tra i due laghi abbia cominciato ad interrarsi nel XIV secolo). Guardando dal paese verso il lago, alla nostra destra, vediamo un monte, non molto alto, completamente coperto d’alberi: si tratta del Montorfano, così detto perché si erge isolato, solitario. La folta vegetazione che lo copre da questo lato può trarci in inganno riguardo al suo vero aspetto: esso è un unico grande blocco di granito. Numerose cave sono, infatti, visibili sulle altre pendici. Questa magnifica pietra è sfruttata da moltissimi anni: ora con relativa facilità per mezzo di moderne attrezzature, un tempo con grande difficoltà grazie all’ingegno e alla dedizione d’innumerevole manodopera. Il granito bianco di Montorfano è stato ed è usato, oltre che per l’edilizia residenziale e per macine da mulino, anche per la costruzione di celebri monumenti: tra questi le colonne della chiesa di San Paolo fuori le mura in Roma. Per far giungere questo pesante carico nella Città Eterna sono occorsi molti mesi di navigazione attraverso fiumi e laghi (Toce, Verbano, Ticino, Po), tre mari (Adriatico, Ionio, Tirreno) per poi risalire il Tevere fino al luogo di destinazione: un trasporto eccezionale per quei tempi! Sul versante ad EST, non visibile dal fondovalle, quasi volesse rimanere celato a sguardi indiscreti, troviamo la frazione Montorfano del comune di Mergozzo, ora abitata stabilmente da meno di 20 persone, un tempo anche da oltre 200 che si dedicavano prevalentemente all’estrazione ed alla lavorazione della pietra: i "PICA SASS". Ultimamente, anche grazie alla disponibilità d’italiani e stranieri che hanno riscoperto la bellezza di questo antico borgo, esso è rinato a nuova vita; vi fervono lavori di ripristino d’antichi angoli caratteristici: cortiletti, fontane, scalinate, abitazioni, acciottolati.

Percorso stradale

Percorrere l’autostrada A 4 e successivamente la A 26 in direzione Sempione, si esce a Verbania, superato il ponte sul Fiume Toce si svolta a sinistra, direzione Mergozzo che si raggiunge dopo 4 chilometri. Attraversato il centro si parcheggia nello spazio antistante il Municipio.

Escursione

Dal parcheggio, si raggiunge  piazza Cavour, la piazza del “ vecchio olmo?, ci si inoltra fra le case del simpatico ed ordinato borgo e si inizia a risalire i gradini della Scarpia  per raggiungere la parte alta del paese (au Sass). Si scende a sottopassare la ferrovia e ritornati sulla strada percorsa in arrivo, nei pressi di un deposito del gas, in corrispondenza della segnaletica della Mergozzo Graniti, sulla sinistra ci si incammina lungo la strada che sale sino a pervenire alla cava di Granito Verde.Il percorso  prosegue lungo la strada che si presenta ancora in buono stato di conservazione offrendo la possibilità di ammirare le imponenti opere realizzate con cura: bellissime prese per l’incanalamento delle acque,  piazzole per l’artiglieria e muri di sostegno.Si continua lungo la strada fino al bivio delle Polveriere, che meritano una visita, unitamente al sovrastante Poligono di Tiro, per poi riprendere la salita che porta a percorrere la mulattiera che, sorretta da ben fatti muretti di sasso, conduce fino alla cima del Mont’Orfano m. 794. Sulla sommità il panorama a 360° offre ampie visioni sulla piana Ossolana, sul Cusio, sui laghi Maggiore e di Mergozzo.Ci si dirige poi verso i ripetitori da cui ci si immette sul sentiero che porta ad intersecare la vecchia Lizza d’incanalamento dei blocchi di granito. Le lizze erano ripidissimi selciati, composti da blocchi di granito straordinariamente lineari e livellati che venivano usati dai cavatori per far scivolare tonnellate di marmo dalle cave più alte al fondovalle.Si prosegue sino a pervenire alla palestra di roccia, da questo punto il sentiero si amplia e raggiunge la frazione di Montorfano m. 325 che sorge sopra uno sperone  posto sulle propaggini del massiccio granitico, in posizione dominante sul Verbano. Prima di ripartire si può effettuare una visita alla chiesa di San Giovanni Battista, di cui si apprezzerà la sua caratteristica architettura in pietra sapientemente lavorata dai famosi “picasass?che, al suo interno, conserva incassata nel pavimento l’ottagonale vasca battesimale risalente al V secolo e lo splendido Paliotto in scagliola del 1724.Si scende infine lungo la strada asfaltata fino ad incontrare il bivio con la mulattiera che conduce a Mergozzo: questa era l'antica strada degli scalpellini di Mergozzo che la percorrevano quotidianamente per raggiungere le cave che si trovavano dall'altra parte della montagna quando fiorente era l'attività' dell'estrazione della pietra, oggi prende il nome di “ Sentiero Azzurro?. Percorrendo lo splendido sentiero lastricato, si incontra sulla sinistra una sorgente con una vaschetta di raccolta dell'acqua: chiamata in loco  la sorgente del Munaste'. Lungo il tragitto, che si sviluppa parallelamente alla ferrovia  seguendo le rive del lago, si incontrano alcune panchine in legno che consentono una sosta panoramica. Continuando nel cammino e dopo aver superato la Cappella della Madonna del Carmine prima, e successivamente quella della Madonna delle Grazie, si giunge al termine del sentiero all’interno dell’abitato di Mergozzo

Cartografia

C.N.S. 1:50.000 N° 285 - DOMODOSSOLA