Mercoledì 9 aprile 2014

Riomaggiore - Portovenere


Ritrovo partecipanti
Ore:06.00
piazza del mercato
trasporto in pullman
Direttore gita

per informazioni rivolgersi in sede

Dati della gita
Partenza:Riomaggiore - Cinque Terre
Durata:5.30 ore
Dislivello:600 mt
Difficolta':E
Attrezzatura:Escursionismo
Informazioni

Caratteristiche della gita

Escursione

Introduzione

Siamo nel tratto finale del Sentiero Verdeazzurro, forse uno dei più belli e panoramici dell’intero percorso. Abbandoniamo gli affollati sentieri delle Cinqueterre per ritornare ad una dimensione più tranquilla, dove la costa mostra la faccia più aspra, con versanti rocciosi a picco sul mare. Se le Cinqueterre sembravano difficili da raggiungere, la zona di Tramonti ospita alcuni paesini davvero inaccessibili, come Fossola, Monesteroli e Schiara, che radunano alcune cantine e case per le vacanze. In realtà il nostro tracciato passa più a monte rispetto al sentiero 4b “Balcone di Tramonti” che parte da Fossola, mentre il Verdeazzurro vuole dare un senso di continuità tra un paese e l’altro. Da Riomaggiore saliamo al santuario di Montenero, e da qui raggiungiamo lo spartiacque tra il Golfo di La Spezia e il litorale rivierasco all’altezza del Colle del Telegrafo. Poco oltre arriviamo ad un altezza di 570 metri, la quota più alta dell’intero tracciato, e da qui scendiamo gradualmente verso Campiglia e Portovenere

Percorso stradale

Imboccare a Rho la tangenziale Ovest e successivamente l’autostrada A7 per Genova.Dopo Bolzaneto, mantenendo la sinistra imboccare la A12 per Livorno ed uscire a Sestri Levante.Km. 204.Dalla stazione di Sestri Levante si proseguirà in treno sino a Riomaggiore.Al termine dell’escursione da Partovenere si raggiungerà in autobus la stazione ferroviaria di La Spezia e la lì di nuovo in treno si ritornerà a Sestri L.

Escursione

Partiamo dal nucleo principale di Riomaggiore, posto ad est della stazione ferroviaria(utilizzando un tunnel di collegamento col centro). Risaliamo Via C. Colombo, ricca di negozi ed animata dal passaggio continuo di turisti. L’arteria sale gradualmente fino ad arrivare al termine dell’abitato, nei pressi di una curva. Abbandoniamo la strada rotabile per proseguire sull’ antica “Via Grande”, l’antica strada di collegamento al santuario di Montenero, arricchito con edicole votive, come recita una targa messa all’inizio del percorso. Attraversato un ponte sul Rio Maggiore la strada si trasforma da selciato a scalinata, tra gli orti e gli ulivi. E’ la via meno faticosa per salire al santuario, altrimenti raggiungibile con ripide scalinate. In effetti dopo un primo tratto in decisa salita, che affianca il ruscello ed attraversa la strada rotabile delle Cinqueterre, il tracciato in un secondo tempo diventa più tranquillo, all’ombra dei lecci, e con un tratto finale praticamente in piano Dopo 1 h 15’ di cammino giungiamo al Santuario di Montenero (340 m), posto in un luogo ameno, con bella vista su tutte le Cinqueterre e Punta Mesco da una parte, mentre ad est si apre la visuale verso Tramonti e le isole di Palmaria e Tino. La chiesa presenta una bella struttura, con breve porticato sulla facciata, e scarni elementi architettonici all’interno. Tutt’attorno troviamo un bel prato, con zone all’ombra degli alberi, e nella stessa struttura un centro di accoglienza del parco e un punto ristoro. Ci portiamo sulla parte anteriore del complesso religioso, dove troviamo una monorotaia utilizzata per raggiungere i vigneti alle pendici della collina di Montenero. Da questo punto si stacca un sentiero che procede in salita tra gli alberi, con fondo naturale (segnavia rossobianco3 – 3a). Evitiamo numerose diramazioni, segnalate con cartelli indicanti nomi di donne, e raggiungiamo dopo 500 metri la biforcazione tra il sentiero 3 e il 3a. Abbandoniamo il tracciato principale e prendiamo la salita a destra col segnavia 3. Questo sentiero alterna nel primo tratto aree coltivate con belle pinete. Sotto di noi si aprono a dismisura i tipici vigneti terrazzati a picco sul mare. Questo paesaggio si mantiene inalterato fino a Lemmen (408 m), un gruppo di case rustiche con una piccola cappelletta. Improvvisamente i coltivi terminano e dopo un punto panoramico posto nei pressi di un precipizio cominciamo ad inoltrarci nel folto del bosco. Nel contempo il sentiero diventa più aspro, con salite repentine tra i massi alternate a tratti pianeggianti. La zona è invasa da felci aquiline che testimoniano il passaggio ripetuto del fuoco su questi boschi. Dopo un ora scarsa di cammino da Montenero giungiamo al Colle del Telegrafo (513 m), punto d’incontro di numerosi sentieri verso i due versanti marini. Noi proseguiamo dritti, seguendo il tracciato n°1 (AVG e AV5T) dentro una fitta boscaglia di lecci e pini, dove troviamo un percorso sportivo all’aria aperta con alcuni strumenti ginnici. Questa struttura ci accompagna fino a S. Antonio, dove sorge una piccola cappella in mezzo al bosco, e un punto ristoro e pic-nic. Il percorso verde continua tra vari saliscendi e lunghi tratti in piano fino ad arrivare alla scalinata d’accesso verso il paese di Campiglia (398 m – 3h 15’ di cammino da Riomaggiore), località posta sul crinale tra le Cinqueterre e La Spezia. Ottimo il panorama su tutto il golfo spezzino e le Alpi Apuane. Il nostro segnavia di riferimento si stacca a fianco della chiesa, mantenedosi sul crinale sovrastante. Superati i ruderi di un mulino a vento arriviamo di fronte ad uno spiazzo all’ombra dei pini. Qualche metro ancora e svoltiamo a sinistra lungo un sentiero in discesa tra la macchia e i pini. Questo sentiero sbuca nei pressi della strada di collegamento per Campiglia che taglieremo in un paio di punti. Percorso un tratto della rotabile, all’altezza di una curva, ci rituffiamo nella pineta, per ridiscendere poi in un altro punto della stessa rotabile. Abbandoniamo definitivamente la strada all’altezza di un tornante, ed entriamo nuovamente tra la vegetazione esuberante della macchia mediterranea. Il primo tratto di sentiero presenta poche sorprese, essendo un percorso di mezza costa di un vallata litoranea. Appena raggiunta la linea di costa il panorama comincia ad aprirsi verso le rocce del Muzzerone e delle isole Palmaria, Tino e Tinetto. E’ uno dei tratti più panoramici e suggestivi del percorso. In località Pitone (300 m – 4h 30’ di cammino da Riomaggiore - foto), esiste un vero e proprio balcone panoramico posto in un punto strapiombante della costa. Il sentiero termina sulla strada asfaltata che porta alla fortezza di Muzzerone. Percorriamo un lungo tratto di quest’ultima, fino al primo tornante che si trova poco sotto il monte. Inizialmente prendiamo la strada sterrata che si dirama sulla sinistra, ma quasi subito imbocchiamo un sentiero che sale tra gli alberi. Dopo poche decine di metri raggiungiamo la strada rotabile che porta alla fortezza del Muzzerone. Passiamo accanto ad una cava e all’altezza di un altro tornante prendiamo un largo sentiero che si mantiene quasi in piano tra gli alberi. Gradualmente il tracciato vira in direzione Portovenere che cominciamo ad intravedere tra gli alberi. Di fronte possiamo ammirare il lungo versante settentrionale dell’isola Palmaria. Evitate numerose diramazioni in discesa sulla sinistra, una delle quali porta ad un agriturismo, cominciamo a scendere lungo un sentiero pietroso e ricco di massi scavati per ricavare delle pozze d’acqua. All’inizio della discesa troviamo una diramazione (segnalata su un masso enorme) che porta ad una cava a strapiombo sul mare, dove iniziano alcune vie di arrampicata. La lunga discesa tra gli alberi di pino e la macchia mediterranea termina alle spalle del castello di Portovenere, che aggiriamo sul fianco orientale. Ancora una ripida scalinata e raggiungiamo il centro di Portovenere, nei pressi della piazzetta dove girano gli autobus della linea “P” dell’ ATC, provenienti da La Spezia,