17/03/2018

Cresta di Piancaformia


Ritrovo partecipanti
Ore: 6:00
parabiago via ugo foscolo 91
Auto propria
Direttore gita

Aldo Curatolo

338-6396234 curatolo.md@alice.it
Dati della gita
Partenza:Cainallo, 23825 Esino Lario LC, Italia
Durata:7 ore
Dislivello:1100 m.
Sviluppo:10 km
Difficolta':PD - alpinistica poco difficile
Attrezzatura:Da alpinismo
Informazioni

Introduzione

Bell’intinerario su una delle creste più panoramiche delle Grigne sempre con vista stupenda del Lago di Lecco e sul gruppo del Rosa. Durante la salita, il panorama è sempre ampio, è l’ambiente delle Grigne, anche se trattasi di Prealpi, ritengo questo piccolo angolo alpino, un vero Paradiso per escursionisti e alpinisti. Le principali difficoltà della Cresta si concentrano tutte nella parte superiore, in ogni caso, da circa metà percorso in poi, è sempre possibile la via di fuga, nella sottostante conca dove passa la via normale.

Percorso stradale

Da Parabiago si prende la provinciale Vanzago-Rho-Milano. Proseguire sulla tangenziale ovest per Venezia uscendo a Sesto San Giovanni, continuare sulla superstrada Milano-Lecco. Da Lecco si imbocca la SP36 Lecco-Colico. Uscire a Bellano e proseguire lungo la strada che sale in Valsassina, fino al bivio per Parlasco. Seguire questa deviazione e, dopo Parlasco, proseguire verso Esino Lario raggiungendo il Passo del Cainallo (1290 m), dove si parcheggia (la strada prosegue fin quasi alla Bocchetta del Cimone, dove c’è un altro parcheggio, ma in inverno è tenuta pulita solo fin qui). Il parcheggio è a pagamento (2 Euro) e la macchinetta che distribuisce i biglietti è collocata presso il cancello dell’Albergo del Cainallo, che si trova sulla sinistra della strada appena arrivati nella conca del Cainallo.

Escursione

Dal Passo del Cainallo (1290 m) si sale verso Sud-Ovest lungo il tratto superiore di una pista da sci, si passa sotto lo skilift e si raggiunge di nuovo la strada; girando a sinistra lungo di essa si arriva al parcheggio (1450 m) sotto la Bocchetta del Cimone (1460 m). Al termine del parcheggio si prende a destra un buon sentiero (cartelli indicatori, tra cui quelli per i Rifugi Bogani e Bietti) che, scavalcata la cresta, percorre un lungo traverso alla testata della Valle dei Mulini. Si è ancora nel bosco, ma il terreno è ripido e, a seconda delle condizioni dell’innevamento, può richiedere attenzione, specialmente nell’attraversamento di un canale roccioso particolarmente scosceso (Canale dell’Ometto). Si raggiunge così il bivio segnalato (1585 m) per il Rifugio Bietti. Si sale a destra e si raggiunge in breve la Bocchetta di Prada (1626 m), affacciata sull’omonima valle. Si volge a sinistra, si aggira la quota 1653 m e si raggiunge la cappella-bivacco dedicata all’89a Brigata Garibaldi (1640 m; ore 1 dal Passo del Cainallo). Da qui, lasciato il sentiero che porta al Rifugio Bietti, si segue il dorso boscoso della cresta; dove questa si impenna e diventa rocciosa ci si sposta sul fianco occidentale (ormai fuori dal bosco) e si risale un ripido pendio, spostandosi via via verso destra fino a una sella tra il Pizzo dei Nibbi (1811 m) a Sud e il Belvedere (1835 m) a Nord. Da qui si traversa pressoché in piano verso Est fino alla Bocchetta di Piancaformia (1805 m; ore 0,30 dalla cappella-bivacco), da dove inizia propriamente l’omonima cresta. Il traverso, lungo il quale si possono incontrare due brevi passaggi rocciosi, si svolge su terreno ripido e richiede neve assestata; in alternativa, dalla sella si può salire a sinistra e percorrere la cresta che dal Belvedere scende alla bocchetta. Dalla Bocchetta di Piancaformia si sale lungo la cresta, dapprima poco inclinata poi più ripida; raggiunta la base di alcuni saltini rocciosi, li si aggira a destra salendo un ripido pendio (40°) lungo il quale si guadagna di nuovo il filo della cresta. Proseguendo lungo di essa si arriva più facilmente sulla Cima di Piancaformia (2105 m) oltre la quale ci si abbassa di pochi metri fino alla base della prima delle due piccole Cime di Moncodeno (2098 m e 2105 m). Ci sono due possibilità: o le si aggira a sinistra, passando alla base delle rocce su un ripido pendio (traccia spesso presente), o le si scavalca sul filo con percorso aereo ed esposto (passaggi fino al II grado, più o meno lunghi a seconda dell’innevamento). Oltrepassati questi due rilievi si è alla Bocchetta del Guzzi: da qui è possibile abbandonare la cresta e ricongiungersi alla via normale che porta al rifugio Brioschi. da qui la cresta procede più facile fino alla Bocchetta della Neve (2215 m), dove inizia la parte più impegnativa dell’itinerario. Si aggirano facilmente sulla sinistra alcuni dentini rocciosi, poi, sempre sulla sinistra, si evita un più cospicuo salto verticale, riguadagnando la cresta lungo un bel pendio piuttosto ripido (45°). Da qui si segue il filo di cresta , in questo tratto si possono incontrare diversi brevi passaggi di roccia buona (II grado). Giunti poco sotto la vetta, si incrocia la via normale dal Cainallo (Via della Ganda), che sale da sinistra: lungo di essa, in pochi minuti, si raggiungono la cappella di vetro e metallo, il Rifugio Brioschi m 2410.
P.S. Questa escursione si potrà effettuare solo in buone condizioni meteo e di buone condizioni del manto nevoso assestato.

Mappa